Smartmatic terceiriza impressora de voto?

A Smartmatic solicitou ao TSE autorização para que dois técnicos acompanhem os testes do protótipo da impressora de votos, que acontece agora.

O problema é que, segundo o Movimento Avança Brasil, o engenheiro de software Ie Chul Oh não é funcionário da Smartmatic Brasil, mas sócio-diretor da CIS Engenharia.

A Smartmatic precisa comprovar o vínculo funcional do engenheiro, ou será acusada de terceirizar o objeto do pregão que venceu.

 

Poderia Ser No Brasil. Conheça Por Dentro O Estrago Que A Esquerda Fez na Venezuela. LEIA AQUI

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  1. Como uma empresa suspeita de fraude na eleições de 2014 aqui no Brasil, Fraude lá na Venezuela e considerada inidônea nos EUA pode ser considerada para as eleições?
    Tem treta!!!!

  2. Mafia Capitale
    Puntata (3): Golden Gomorra Hotel: Alla ricerca dell’ospite perduto (Parte I)
    (original, sem legendas)
    Attenzione
    —————-
    «Gli eventi e i personaggi descritti qui sono fittizi. Ogni riferimento a ospiti esistenti ancora viventi oppure qualunque somiglianza con ospiti già morti e altri legalmente resuscitati alla reception come morti viventi, o a fatti realmente accaduti, in tutto l’universo dell’alloggio di lusso a cinque stelle già conosciuto, comprese le prenotazioni digitali, è puramente casuale e virtuale.»
    —————-

  3. La storia inizia nella majestosa hall dell’amato Golden Gomorra Hotel, vincitore del Gangster’s Choice Hotel Awards, l’Oscar degli hotel di lusso che si conferma il miglior “rapporto qualità-prezzo” per vari tipi di clan familiari. Pittoresco, raffinato e un hotel molto famoso per il suo eccellente servizio di trasporto riservato di bagagli. Quattrocento camere bellissime, spaziose ed eleganti, tutte con balcone e cassaforti.
    L’area ricreativa ancora aveva una piscina paradisiaca, la più grande della Capitale, con le sue acque verdi poco cristalline. Oltre all’estremo comfort e all’irrealistica offerta di vantaggi, i lussuosi alloggi cercano di soddisfare le richieste di un pubblico più esigente, un gruppo selezionato di ospiti preoccupati per la sicurezza e la totale discrezione.

  4. Nell’albergo dei sogni e degli incubi delle favole c’erano presenti anche negozi di gioielli e valigie, i più famosi marchi di lusso internazionali, importate direttamente dai luoghi più oscuri, strazianti e agghiaccianti della Transilvania.

    Al Golden Gomorra Hotel, la giornata non inizia senza il personale di servizio, indispensabile per soddisfare le richieste dei ospiti e visitatori speciali. Ci sono cuochi, valletti, impiegati, intrattenitrici, cameriere, portieri, guardie di sicurezza private, baristi, pianisti e animatori addestrate a tenere gli occhi, le orecchie e le bocche chiuse.

  5. Ma questi non sono i veri eroi misconosciuti dell’hotel, gli uomini in balia delle onde, che nuotano contro corrente. Il vero addetto alla reception dell’albergo è un’altro, molto di più mal pagato. Sono chiamati a tutte le ore, per qualsiasi motivo. Questi sono i dipendenti che vengono interpellati per dei servizi che oltrepassano i limiti ragionevole del dovere.

    Sì, signore e signori, alcuni li chiamano manodopera disponible a basso costo oppure gente squalificati, ma tutti gli altri li chiamano… i ragazzi tuttofare.

  6. Tutto ebbe inizio in un pomeriggio buio. L’atmosfera nella sala delle conferenze era tesa.
    Il manager dell’intera struttura ricettiva dell’hotel, era molto nervoso, facendo un discorso di avvertimento allo staff e al personale amministrativo:
    — Atenti ragazzi! Una celebrità arriverà tra pochissimo!
    — Chi è? — sussurrò il apprendista al principiante in cucina.
    — Non ne ho idea. Deve essere un ispettore dell’igiene!
    — Ascolta, tutti! Si assicuri che le sue richieste siano esaudite alla perfezione. Qualsiasi cosa faccia, sia gentile.
    All’improvviso, tre auto blindate entrarono nel parcheggio a tutta velocità, facendo manovre evasive, come se fossero in fuga. Alla fine hanno parcheggiato, mentre bruciavano le gomme di fila davanti all’hotel.
    — Eccolo! Ognuno al proprio posto!

  7. Un uomo anziano uscì dalla macchina e rapidamente sfilò circondato dalle guardie di sicurezza. L’entourage lasciò il parcheggio e entrò nel vasto albergo e attraversò la grande hall.
    — State indietro, signori! — gridò le guardie del corpo. — Ora! Fuori mano!
    Al centro della ruota camminava un pensionato piccolo, barbuto, capelli grigi, mezzo calvo, fedelmente camuffato sotto un maglione sportivo e una giacca con cappuccio Adidas più una sneaker da ginnastica Nike rossa. Aveva un largo cappello di paglia Panama dalla tesa diritta, che portava in mano e gli dava un aspetto forestiero, come qualcuno che veniva da lontano, forse un altro pianeta, abituato ad altri standard di eleganza.
    — Apri il passaggio! Fuori di questo corridoio, nonnetta!

  8. La gentilezza degli agenti di sicurezza catturò l’attenzione di tutti.
    Imperturbato, il capo aveva un viso lugubre e un’aria di rabbia percepibile. La sua rabbia sembrava decisamente palpabile per qualsiasi ospite normale che osasse attraversare di fronte al suo percorso.
    — Chi è quel tipo infuriato? — ha chiesto lo stesso ragazzo tuttofare disconnesso.
    — Non lo sa? — il concierge sembrò colto da stupore.
    — Dovrei saperlo?
    — Non lo riconosce?
    — Mai ho visto un ospite travestito così prima.
    — Quello è il signore Don Ignazio, in persona.
    — Il tizio con la maglia gara a strisce? Viene qui spesso?
    — Di solito si ferma solo nei fine settimana.
    — Sempre?
    — Almeno dodici volte e un mese l’anno, ma mai in alta stagione.
    — Perché?
    — Ha paura di essere fischiato.

  9. Il concierge fece segno per lui avvicinarsi:
    — Le rivelerò un segreto…
    — Dimmi.
    — Don Ignazio prenota un’enorme stanza, nascosta nell’angolo in fondo dell’ultimo piano. In esclusiva.
    — Un nascondiglio…
    — Ho caricato un sacco di valigie lassù. Le mance sono sempre stati pessimi!

    Il boss soffriva di un severo caso di “febbre della insicurezza”, una forma di nevrastenia comune tra i politici e parte dell’intellighenzia rozza dell’epoca.
    Il vedovo ha deciso di trascorrere qualche giorno di riposo alloggiando nella suite presidenziale del Golden Gomorra. Per far riposare i nervi scossi, sentiva all’improvviso nel suo animo l’impetuoso il desiderio di viaggiare, avere nuove esperienze e provare cambiamenti prima di andare in reclusione forzata.

  10. — E’ qui la reception?
    — Sì, signore.
    — La porta, la aprirai?
    — Mi scusi, ecco! Da questa parte, eccellenza.
    — Sono il signor Ignazio. Ho prenotato.
    — Sì, signor… Siamo lieti di averlo di nuovo con noi. Firmi qui, prego.
    — Non firmo niente. Chiedi al mio avvocato.
    — Sissignore. Non c’è bisogno in questo caso. Stamperemo una copia.
    — E’ tutto apposto?
    — Sono certo che ne sarà soddisfatto. Avrà una bella stanza.
    — Non posso stare a lungo. Sarà una vacanza veloce. La mia suite è pulita?
    — Fisica ed elettronicamente. Puoi controllare di persona.
    — Ahan… I miei ragazzi si stanno già occupando di questo.
    — Già? Che meraviglia…
    — Desidero isolamento e privacy con tutta sicurezza possibile.
    — La sua suite è al ultimo piano. E’ completamente isolata. Le piacerà.
    — Ahan…

  11. — Sei venuto nel posto giusto, eccellenza!
    — Non sono sicuro…
    — Qualunque stiate cercando, che sia per trascorrere una vacanza in famiglia, protetto di amici fidati, un nascondiglio temporaneo con servizio impeccabile, lussuoso e grande discrezione, il Golden Gomorra è la scelta migliore.
    — Questo tipo di marketing mi fa incazzare!
    — Nessuno ti disturberà, eccellenza. La nostra casa è la tua casa.
    — Questo vedremo.
    — Le auguro una buona permanenza.
    — Ahan…Adesso, voglio ritirarmi in camera mia.
    — Devi essere esausto, eccellenza.
    — Un po’.
    — Attenda qui un istante, Don Ignazio! — il manager scattò un dito. — Ragazzo tuttofare!
    — Arrivo! — ripose il trainee venuto da un paesino lontano a studiare economia del turismo all’università.
    — Bell’boy, porti il signor alla suite presidenziale.

  12. — Ahan…
    — Questo ragazzo si occuperà di voi.
    — Almeno sembra soddisfacente.
    Tra gli impiegati era il più bello. Un giovinetto alto, elegante, con la cravatta e il foulard a palloncini gialli sul fondo neutro, rosa shock. Aveva una bella faccia illustrata, postura corretta e centrata, la voce piena dalla gentilezza e dalla lucentezza degli occhioni verdi.
    — Benvenuto, Don Ignazio. Lasci che l’aiuti con il vostro bagaglio a mano.
    — Non toccare nulla! Non lo tocchi, biondino!
    — Non capisco. Perché, eccellenza?
    — E’ un trasporto delicato. Le mie valigie sono un compito per il ninja dietro di te.
    Il ragazzo guardò il ninja giapponese, con attenzione e occhi da bambino.
    — Oh, è il tuo ‘personal trainer’?

  13. Il samurai fissò l’apprendista per qualche secondo, con uno sguardo malvagio del terzo shodan di oscure arti marziali proibite.
    — Mi scusi, non l’avevo visto. Ha un aspetto pazzesco. Cioè, fantastico.
    — Questo ragazzino ama il suo lavoro ma non la vita, Don Ignazio! — commentò il Ninja all’orecchio del capo.
    Il Boss capì che ancora all’interno di quell’amico di tarda età ci poteva essere un sacco di violenza repressa, abbastanza per esplodere senza alcuna giustificazione.
    — Dispensa il bel ragazzo, senza fargli alcun male, Don Paolo! Devi pensare al futuro.
    — Ho segnato questo tuttofare sul mio taccuino.
    — Anch’io.
    Il responsabile della reception chiamò il suo subordinato per alcune istruzioni nell’angolo del ring.
    — Seguilo, Bello Boy, sii professionista. Ricordi di chiedere la mancia!

  14. Il trainee aprì un ampio sorriso accecante.
    — Vi accompagnerò là, tutti i signori.
    — Ahan… Non preoccuparti, giovanotto.
    — Siamo eccitati per la vostra presenza al Golden Gomorra. E’ un onore, eccellenza!
    — Ahan… D’accordo! L’onore è nostro, bell’boy. Molestia a parte.
    — Abbiamo già ospitato delle celebrità. Siamo abituati, lo sai, Don Ignazio?
    — Per esempio, pivello?
    — Don Fernando Lungomare è un esempio. Oggi ospitato alla massima sicurezza.
    — Il contrabbandiere?
    — Chi sono io per giudicare, non è vero? Mi ha sempre dato ottimi mance.
    — Non è difficile distinguere tra una mancia e una mazzetta?
    — Per me, no.
    Subito il ninja sembrava più calmo:
    — Adesso il ragazzo ha un ‘futuro’, capo.
    — Questo è ciò che mi aspetto, amico!

  15. L’entourage dell’onorevole ospite arrivò al corridoio dell’ascensore, adornato di croci bolivariane e di pitture falsi di colori rosse. Davanti alle porte c’erano iscrizioni simmetriche a lettere d’oro, dove si leggeva: «Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate!»
    — Adesso, vi presenterò i nostri ascensori biometrichi!
    — Deve essere uma raccolta di impronte digitali, capo.
    — Dimmi, pivello, dov’è l’ascensorista?
    — Non ne ha.
    — E’ caduto accidentalmente nella fossa?
    — E’ stato licenziato. L’ascensore funziona con comando vocale.
    — Ahan… fammi vedere, ragazzino.
    — Ascolti: Operatore dell’ascensore?
    — «Smart Automatic, al vostro servizio.»
    — Porta gli ospiti al piano superiore, ok?
    — «Subito. Basta premere l’ultimo pulsante alla destra!»
    — Hai visto la magia?
    — Mi stai prendendo in giro?

  16. Poi, il ragazzo spinse la leva a sinistra e premette il pulsante. La cabina affollata si sollevò lentamente a causa del suo peso eccessivo. Un piano dopo l’altro, mentre i numeri passavano dietro la porta pantografica dorata. L’ascensore prodotto in Venezuela è stato un vero lusso squalificato, molto al di sopra dei valori del mercato, il primo con finti microprocessori vocali, un enorme rifiuto industriale, coperto di misteri durante l’acquisizione dell’asta.
    — Ehi, Ninja, sembri una statua! E’ solo una cabina stretta e inoffensiva.
    — Mi resi conto, capo. Ma ho paura dei posti chiusi informatizzati.
    — Dai! Metti questo prezioso carico pesante sul pavimento.
    Il fobico trasportatore, come un ninja, agitò le catene nell’aria:
    — Non è possibile, amico! Sono ammanettato nelle valigie!

  17. L’ascensore si fermò bruscamente, ondeggiando gli occupanti:
    — «Smart Automatic, informa: siamo arrivati all’ultimo piano. Attenti al passo!»
    — Hai sentito, signori? La cabina dell’ascensore parla da solo.
    — Beh, a questo punto della salita… delle denunce, nulla mi sorprende.
    — Quando esci dalla cabina l’ascensore emette automaticamente un bigliettino.
    — Cosa, pivello?
    — Qui. Ognuno di voi prende la vostra copia. Per favore, signori.
    — Un biglietto stampato? Sei pazzo, mio caro?
    — Dai, ragazzo! Non siamo dilettanti allo sbaraglio.
    — E’ solo una prova di accesso della cabina fatta da ogni ospite.
    — Non dirmi che è per il riconteggio dei giri, su e giù, eh?
    — E’ per la tua sicurezza, Don Ignazio.
    — Pensi che siamo ancora principianti che non vivono di supporto pubblico?
    — Al contrario.

  18. — Vuoi controllare i nostri movimenti? Perché dovrei prenderlo, ragazzo?
    — E’ un coupon!
    — Strappali in pezzi! Non sia così infantile, piccolo! Non lascerò traccia!
    — Dà diritto a sconti nel bar dell’hotel, Don Ignazio!
    — Oh, bene! Metti questi coupon in tasca, Ninja. Può essere utile!

    Eccolo faccia a faccia con qualcosa che non è mai esistito ufficialmente, ancora.
    Alla uscita dell’ascensore, il boss condannato iniziava la lunga sequenza dell’autentico recupero del tempo perduto con l’illusione di “febbre della insicurezza”.
    Tuttavia, la nevrosi può manifestarsi anche in altri modi nefasti: nel conto spese con il frigobar.

    (…)

  19. Meu Deus, será mais uma marmelada para desviar dinheiro dos cofres públicos? Sim senhores, como todos nós sabemos, neste país assolado por tantos escândalos de corrupção. sempre encontram formas de deviarem dinheiro dos brasileiros de bem e honestos.

  20. Um Brasil onde ate quem deveria zelar pela transparencia está de coluio com oa bandidos da smartmatic. Onde estao os movimentos de RUAS . Ah esqueci! Isso eles nao pautam porque vao prejudicar o PSDB

  21. #PRISÃOdosCORRUPTOS. Vamos apoiar muito, de todas as formas o esforço e o trabalho do digníssimo Dr. Carvalhosa. Temos que acabar com essa farsa da Smartmatic que está em conluio com o gilmar e todos os corruptos do sistema. Avante Dr. Carvalhosa, estamos com o senhor nesta luta! Obrigada também aos Antagonistas. Nós, brasileiros, devemos muito pelo trabalho fantástico do Antagonista!

  22. Estamos caminhando para o comunismo socialista mesmo, isto pode ser o fim para o Bolsonaro infelizmente, urnas eletrônicas, somos a única porcaria de pais com isto, por que será né?? O povo não quer acordar que coisa séria!!!

  23. NÃO VÃO NEM FAZER A DEMONSTRAÇÃO DO VOTO CAINDO NA URNA !!!…
    =
    O PROJETO FINAL AINDA NEM TEM TODAS AS RESOLUÇÕES ACABADAS ou MÓDULOS RESOLVIDOS.
    =
    COM O PERDÃO DA MÁ PALAVRA,
    CONTRATO DE “CENTENAS DE MILHÕES DE REAIS – FECHADO NAS COXAS…?!!
    =
    TSE + SMARTMATIC = PARCERIA “TABAJARA” ??!!

  24. essa historia ja deu o que tinha que dar. Não esta claro o suficiente, todo o ‘processo’, logo não há transparência, sendo assim, deveria-se eliminar este ‘leilão’, ou acordo entre amigos!!

  25. Está tudo explicado. A participação da China neste processo é para tirar o Bolsonaro do Planalto.
    O Jair Bolsonaro está discursando abertamente contra a China.
    Denunciando a compra do Brasil pelos chineses.

  26. Combina extamente com a nossa DEMOCRADURA BOLIVARIANA…sob encomenda, realmente.
    VIVA MADURO
    VIVA EVO MORALES
    UMA SALVA DE PALMAS PARA LULA/DILMA/TEMER
    VIVA A PÁTRIA GRANDE

  27. Pelos comentários dessa nota, logo se vê que tem muita gente que gosta do Brasil no atraso. Gente que não olha um palmo à frente do no nariz. Urna Eletrônica, SIAFI, IRPF,
    Fiocruz, Embraer, DPF, MPF, Embrapa, INPE, ITA, IME, POLI-USP, Evandro Chagas, Butantã…… Parafraseando a Globo: “Que Brasil que você quer para o futuro?” É duro ver que tem muita gente nesse Brasil que gosta de ter o curral na porta da casa, que gosta de morar na lama, só comentando da sujeira do vizinho e nem sabe se limpar direito.

  28. Não bastasse a China estar comprando o Brasil, ainda querem confiar a segurança de nossas eleições a um Chinês??? É bom lembrar que a China participa do foro de SP e, pelo que consta, andou se reunindo com Ciro Gomes! Pior ainda: a Smartmatic é um esquema do foro de SP, conforme já se denunciou!

  29. CASO CONTRÁRIO,
    “SUPERVISÃO INTERNACIONAL” das ELEIÇÕES de 2018 !!!
    ===
    SE NÃO FOR POSSÍVEL AUDITAR os RESULTADOS & SISTEMAS ao NÍVEL de 100%, ENTÃO,
    a DEMOCRACIA BRASILEIRA É PURA
    “ARMAÇÃO”
    “CAMBALACHO”
    “171”
    …e por aí afora…

  30. Já começou a fraude da eleição 2018
    Vamos no papel… como países civilizados….
    Temos enorme contingente de patriotas para contar os votos e fiscalizar de graça.
    Fora corrupção.

  31. O que garante que essas urnas fraudulentas, caso você seja um candidato, não digite uma determinada senha na tela que encaminharia todos os demais votos dos cidadãos para um redirecionamento ao candidato? Normalmente os candidatos são os primeiros à votarem certo?

    Não adianta! Jamais confiarei nesse lixo!
    Não sou otário como a grande maioria.

    1. País da corrupção transmite a ideia que há corrupção também no judiciário, juízes do TSE e STF mandam soltar amigos políticos presos pela lava jato. Voto facultativo já. Chega de ditadura.

  32. Tá ÓBVIO que essa Licitação é uma FRAUDE DESCARADA, será que os servidores do TSE não conhecem o básico do básico do básico da LEI 8666/93? ou a “licitação’ foi goela abaixo mesmo por interesse de um FALASTRÃO que advoga para BANDIDOS que por coincidência se encontra lotado no STF travestido de Ministro da corte….Haja MALA GRANDE pra esse Velhaco.

  33. Em um país no qual o seu governo diz que não há recursos para investimentos públicos, a utilização das urnas antigas com voto em cédulas, além de ser mais democrático, seria infinitamente menos oneroso para o contribuinte e cidadão brasileiro.

  34. Trabalhei no TSE de 1996 até 2002. Na primeira licitação, em 96, a TDA empresa do engenheiro Carlos Rocha e o Fred da Microbase procuraram e se associaram à Unisys por causa do porte e capital social que a TDA/Microbase não dispunham e, dentro das condições daquela época (construir uma Urna Eletrônica na casa dos USD 500), foi uma parceria, que funcionou bem. Essas associações são positivas e agregam inovação e inventividade ao processo.

  35. A solução é na frente dos quartéis, porque isso gera relatório de inteligência que resguarda as forças armadas de sanções internacionais severas em caso de “golpe”. QUALQUER OUTRA SOLUÇÃO É FALSA, É PROSSEGUIMENTO RUMO AO ABISMO COMUNISTA, ACORDEM.

    1. Prezada Verônica, os partidos políticos têm suporte legal e estrutura para fiscalizarem o trabalho da JE. Mas, normalmente, abrem mão de um trabalho proativo e ficam só “jogando para a platéia” na mídia. O MPE e a OAB tem participação constante e ativa, desde quando trabalhei ja JE, de 1996 até 2002.

  36. Por que não põem o MST para cuidar das eleições? Ou Boulos? Com Stédile, hã?

    Assim pelo menos fica tudo às claras, “vocês são otários, aguentem calados e nós fazemos o que queremos”, pronto.

  37. Tem algo errado, a grande imprensa não divulga nada desse processo, apenas o antagonista vem demonstrando os absurdos do TSE em contratar a empresa, a quem interessa não divulgação desse embrolho?.